Se avete notato l’immagine di copertina e vi siete chiesti cosa rappresenti e chi la abbia realizzata, allora siete rimasti colpiti anche voi dal bellissimo lavoro di Letizia Iannaccone, la giovane artista che ha creato a mano l’illustrazione di Parole d’Inciampo.
Le abbiamo fatto alcune domande a cui ha gentilmente accettato di rispondere.

 


- Com’è nata l’idea dell’illustrazione di Parole d’Inciampo? Cosa volevi comunicare?

“L’illustrazione è nata da un’idea iniziale di Claudio che mi ha contattata per realizzarla. Parlando con lui sono rimasta immediatamente colpita perché nonostante la difficile tematica aveva trovato subito la soluzione ideale per coniugare il mio segno all’argomento. Con Parole d’Inciampo avremmo parlato di memoria, di incontri con i ricordi e segni che se prestiamo attenzione, possono imprimersi dentro e fuori di noi.”

 

– Chi o cosa rappresenta il personaggio illustrato? Perché ha gli occhi chiusi e un triangolo disegnato sul volto?

“In qualche modo direi che rappresenta la memoria stessa, era mia intenzione dare un volto alla giornata così che più persone possibili vi si potessero riconoscere, ma esistono sicuramente più risposte a questa domanda. Ho cercato di dare vita a un personaggio che tenesse da parte i ricordi per noi, che li contenesse e al tempo stesso li mostrasse serenamente. Per questa ragione tiene gli occhi chiusi ed ha tatuato sul volto un triangolo rosa, il simbolo attribuito ai prigionieri omosessuali.”

 

– Che tecnica hai usato per questo progetto? In cosa si differenzia rispetto ad altri tuoi lavori?

“Per questo progetto sono tornata un po’ indietro nel tempo e ho ripreso in mano pennelli e colori a olio. Sicuramente si differenzia da altri miei lavori proprio per questa tecnica che non utilizzavo davvero da tantissimo tempo.”

 

– Cosa vorresti che colpisse l’osservatore che vede questa illustrazione la prima volta?

“Mi piacerebbe che riuscisse a suggerire bellezza prima di tutto, dolcezza. Mi piacerebbe che nonostante l’argomento non appesantisse lo sguardo, ma invogliasse lo spettatore a chiedersi: cosa vuoi raccontarmi? Dove dovrei dirigere il mio sguardo?”

 

– Come nasce la collaborazione con Arcigay Genova? Cosa ti aspettavi di trovare e come sei stata accolta?

“La collaborazione con Arcigay Genova è nata pian pianino negli ultimi anni, prima indirettamente grazie ad una rappresentazione teatrale del caro amico Andrea Gado e ad una successiva asta, poi direttamente quando lo scorso novembre un mio lavoro è stato patrocinato dall’associazione.
Non mi aspettavo nulla di diverso da ciò che ho trovato, persone volenterose di creare magia e alimentare comunicazione positiva e propositiva… che è un po’ quello che nel mio piccolo cerco di fare anch’io.”

 

– Raccontaci, se ti va, qualcosa di te e di come nasci illustratrice.

“Ho sempre disegnato, fin da bambina sapevo che avrei fatto qualcosa che doveva avere a che fare con i colori, le matite o i libri. Si potrebbe dire che l’illustrazione, come anche la narrazione, non riguardano soltanto il mio lavoro, ma rappresentano proprio ciò che sono.
Sono nata a Roma, ho vissuto e studiato a Urbino e poi mi sono trasferita a Genova che per adesso è la mia splendida casa sul mare… ma poi chissà, un aspetto meraviglioso di questo mestiere è che potenzialmente si potrebbe andare ovunque, possibilità che regala un senso di libertà unico.”

 

– Quali altri tuoi progetti potremmo vedere nel 2018?

“Ne ho almeno tre di cui vorrei parlarvi, ma che da brava illustratrice scaramantica dovrò tenere per me ancora per un pochino… vi anticipo però che a breve nascerà un nuovo studio, uno spazio condiviso e bellissimo nel quale io e la mia brillante collega Francesca Costa avremo il piacere di accogliervi tutti.”

 

Per scoprire quali saranno i nuovi progetti di Letizia e sapere di più sui suoi lavori passati, potete seguirla su:
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www.letiziaiannaccone.com

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