fbpx

La quarta fase del genocidio che segue la Discriminazione è la Disumanizzazione.

Come si può arrivare a questo? Un gruppo inizia col negare l’umanità di un altro gruppo, tanto da equiparare i membri dell’altro gruppo ad animali, parassiti, insetti e malattie o, ancora alla sporcizia, all’impurità e all’immoralità. Con la Disumanizzazione si supera la normale repulsione umana contro l’omicidio. La propaganda di odio nei social, nella stampa e nelle radio usata per denigrare il gruppo vittima, ha un ruolo chiave in questa fase. L’odio prende il sopravvento su qualsiasi altro argomento. Al gruppo maggioritario viene insegnato a considerare l’altro gruppo come meno umano e persino estraneo alla loro società. Sono indottrinati a credere e a ripetere che “Stiamo meglio senza di loro”, che “Prima gli italiani” o anche “Aiutiamoli a casa loro”. Il gruppo vittima viene spersonalizzato a tal punto che i membri del gruppo arrivano ad essere identificati con dei numeri piuttosto che con i loro nomi, come è successo per gli ebrei nei campi di sterminio.

Riteniamo questa la fase cruciale, una sorta di punto non ritorno.

Per prevenire la Disumanizzazione, innanzitutto l’incitamento al genocidio non deve essere confuso con il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola. I leader locali e internazionali dovrebbero condannare l’uso di discorsi di odio e renderlo culturalmente inaccettabile. Ai leader che incitano al genocidio dovrebbe essere proibito di viaggiare all’estero e le loro finanze estere dovrebbero essere congelate. I mass media che propagandano l’odio dovrebbero essere bloccati o chiusi e la propaganda dell’odio dovrebbe essere vietata. I crimini e le atrocità legate all’odio dovrebbero essere puniti tempestivamente. Le società dove è in corso un genocidio mancano della libertà di espressione delle opposizioni e dovrebbero essere trattate a livello internazionale, diversamente dalle democrazie.

Categorie: Notizie